Helen Mirren rivuole il suo Klimt

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Grande cinema a Rosetum questa settimana. La bravissima Helen Mirren – premio Oscar per The Queen – ci racconta la storia vera di una donna – Maria Altmann, viennese, ebrea, rifugiata in America dopo la Seconda Guerra Mondiale –  che rivendica la proprietà di un meraviglioso quadro di Klimt sottratto alla sua famiglia dai nazisti. Per tutti l’elegante signora del ritratto in questione è la Monna Lisa d’ Austria. Per  la protagonista è sua zia.

Maria Altmann intraprenderà così una difficilissima azione legale affiancata da un giovane e affascinante avvocato interpretato da Ryan Reynolds. Il film si intitola Woman in gold. La regia è di Simon Curtis. Nel cast anche Katie Holmes. Da vedere.

WOMAN IN GOLD
Ecco i giorni di programmazione:

giovedì 19 novembre ore 17 – Ingresso 3 euro

giovedì 19 novembre ore 21 – Ingresso 5 euro (caffè + biglietto)

domenica 22 novembre ore 21 – Ingresso 6 euro, ridotto 4 euro

RECENSIONE:

Non sembrano finire mai le angolature con cui riallacciare i fili della memoria legata alle persecuzioni naziste degli ebrei, che si tradussero non solo nella perdita di milioni di vite umane, ma anche nella razzia sistematica di opere d’arte di valore inestimabile. Un patrimonio poi scomparso o finito in collezioni e musei ben contenti di dimenticare la sua problematica provenienza. Quella di Woman in gold (il titolo è il nome del celebre dipinto di Klimt) è una storia vera, una delle tante che ancora oggi fanno rivivere un dramma collettivo fatto però di sofferenze e perdite personali. Maria Altmann (una Helen Mirren in gran forma, capace di passare dalla tagliente ironia al dramma in una manciata di secondi), a cinquanta anni di distanza decide di fare causa al governo austriaco per riavere la celebre Woman in Gold, che per lei è soprattutto il ritratto di una zia molto amata e anche il simbolo di una felicità perduta troppo presto.
È il 1998 e dalla fine della guerra il dipinto fa bella mostra al museo del Belvedere a Vienna, ma una legge appena pubblicata permette agli originari proprietari delle opere sequestrate in tempo di guerra di rientrarne in possesso. Per Maria, che ingaggia l’inizialmente riluttante avvocato Randy (nipote del compositore ebreo austriaco Schoenberg, riparato a suo tempo negli Usa), la richiesta e la successiva battaglia legale sono l’occasione per ottenere ciò che è suo ma, forse, soprattutto, per fare pace con un passato mai davvero affrontato. Per il governo austriaco si tratta di una situazione imbarazzante, che finisce per riaprire ferite mai del tutto affrontate e mettere l’opinione pubblica di un’intera nazione di fronte a responsabilità seppellite sotto il pretesto della pacificazione.
La pellicola, tratta dalle memorie dei suoi veri protagonisti, procede sul doppio binario di una recupero della memoria attraverso una serie di flashback e, in seconda battuta, di un legal movie che riesce dare ritmo e suspense a una causa apparentemente minore e fredda. Merito soprattutto della performance convinta della Mirren, che dà voce ed energia a una donna sicura del proprio diritto e pronta a combattere contro un intero paese e contro il tempo (alla sua morte il quadro sarebbe stato perso per sempre) pur di veder trionfare giustizia e verità.
Il cast, astutamente, è costellato di piccoli e grandi camei: da Katie Holmes nei panni della pragmatica moglie di Randy a Max Irons in quelli del marito di Maria da giovane, passando per Charles Dance, avvocato senza scrupoli, Elisabeth McGovern e Jonathan Pryce, giudici giusti di fronte alla presunzione di un governo austriaco deciso a non mollare. E c’è soprattutto Daniel Brühl, tra le star tedesche più “internazionali”, nei panni di un austriaco deciso a farsi coscienza critica del suo paese e a riparare le colpe dei padri. Girato tra l’estrema modernità di Los Angeles e una Vienna volutamente intrisa di tradizione e passato, Woman in Gold, se non proprio un grande capolavoro, è tuttavia un onesto e commovente omaggio a chi dai nazisti fu spogliato di tutto finendo per pagare con la vita la propria identità. Per la cronaca il dipinto di Klimt, acquistato per la somma esorbitante di 300 milioni di dollari, fa ora bella mostra nella Neue Galerie newyorkese di Ronald Lauder dopo che nel 2006 Maria Altmann ne rientrò in possesso.

CAST:Helen Mirren, Ryan Reynolds, Daniel Bruhl, Charles Dance, Katie Holmes, Max Irons, Jonathan Pryce

Teatro Rosetum

Ingresso 15 euro intero /unico

10 euro Soci Amici di Rosetum

Per info e prenotazioni:

tel. 02 48707203

 

info@rosetum.it

 

 

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