Una Presenza amica e forte

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Come ogni mese pubblichiamo l’editoriale di Padre Marco per il nuovo numero di Quel che passa il convento – Aprile (che potete scaricare nella homepage di questo sito), il magazine del centro francescano Rosetum con tutti gli appuntamenti in calendario. Il disegno che accompagna il testo è come sempre della bravissima Anna Formaggio.

Buona lettura

Editoriale:

Abbiamo appena celebrato il Mistero della Santa Pasqua, il grande annuncio della vittoria di Cristo sulla morte, e mi sono rimaste impresse in questi giorni le ultime parole di Gesù: “Padre, nelle Tue mani affido il mio spirito”. La certezza di un Padre che non ci abbandona mai.

Ho negli occhi gli occhi delle studentesse morte nell’incidente del bus in Spagna…ho negli occhi gli occhi delle vittime di Bruxelles…

Ciò che si abbatte sulla vita degli uomini ripropone in termini eccezionali la domanda, che dovrebbe essere quotidiana, sul destino. Una drammatica ferita. Chi non vorrebbe un chiarimento sulla drammaticità che colpisce l’esistenza? Il primo chiarimento non si realizza nel capire, quanto nel riconoscere qualcuno che possa rispondere. Il bambino piccolo è fiducioso nella vita non perché l’abbia capita, ma perché sa che il papà e la mamma lo introdurranno ad essa. Di fronte all’infinito mistero che ci domina noi non possiamo che chiedere di essere eterni bambini, fiduciosi della mano di un padre che ci guida. Il senso delle cose, per noi che non le abbiamo fatte, né ci siamo fatti, non può dimostrarsi in una impossibile concatenazione logica di tutto, ma nel calore di un rapporto, di un abbraccio che ci sostenga per il tempo necessario al suo disvelamento.

Il problema del senso della morte è uguale a quello della nascita e di tutta la vita. È il problema cioè se vi sia un tu, un padre, a cui aggrapparsi. Ho bisogno di un Dio che non mi abbandoni mai, ho bisogno di una Presenza amica e forte che mi soccorra nella vita quando sembra perdersi. Ho bisogno di un “padre” che mi ridoni ogni giorno la speranza, che si fonda nella certezza di un abbraccio presente. Questa per me è l’esperienza della fede, che non censura né elimina il male, ma ne attacca l’aspetto disperante.

Padre Marco Finco

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