Proiettati nel nuovo 2017

0
263

È già passato Natale… è già concluso un anno… sono già arrivati i Re Magi… siamo già proiettati nel nuovo 2017… il tempo scorre inesorabile…
La visione cristiana del tempo è davvero una delle grandi novità della storia. Se cerchiamo chi per primo abbia scandito il tempo della giornata con cura e precisione, troviamo i monaci; a loro dobbiamo anche l’invenzione, non a caso, del primo orologio meccanico, lo “svegliatore monastico”.
Il tempo cristiano è donato ed unico: un solo tempo, ci è dato, una sola vita; il tempo cristiano, soprattutto, è stato invaso, sconvolto, redento dall’eternità, tramite l’Incarnazione di Cristo. Per questo ogni tempo, ogni istante presente di tempo, è preziosa preparazione dell’eternità futura.
In questi giorni di festa appare chiara una evidenza: il tempo non è nostro e il cuore del cristianesimo è la “riabilitazione” del tempo.
Il cristianesimo si fonda sull’incarnazione, il Natale che abbiamo appena vissuto, cioè sulla volontà dell’Eterno di salvare il mondo, il tempo, entrandoci dentro, assumendolo fino in fondo. Se l’Eterno è entrato nel tempo, ogni tempo, ogni istante di tempo, ogni momento apparentemente insignificante di tempo, porta in sé un significato più grande.
L’Infinito trasforma, continuamente, il finito, e la miseria umana diventa così grandezza e bellezza.
Dio è entrato nel mondo, manifestandosi in quel bambino avvolto in panni e deposto nella mangiatoia, fattosi battezzare nelle acque del fiume Giordano, trasformando l’acqua in vino alle nozze di Cana… è l’Epifania di Dio… a noi è chiesto di adorare l’istante che ha salvato il tempo.

Pax et bonum
fra Marco Finco
direttore Artistico Rosetum

Disegno di Anna Formaggio, presente nel paginone del numero di Gennaio 2017 di QUEL CHE PASSA IL CONVENTO, disponibile presso gli spazi del centro culturale francescano e scaricabile dalla homepage di questo sito.

LEAVE A REPLY