Nell’arte, vivendo

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Come ogni mese, pubblichiamo l’editoriale a cura di Padre Marco Finco per il nuovo numero di Quel che Passa il Convento, il magazine ufficiale del Centro Culturale Rosetum che potete trovare presso gli spazi di via Pisanello 1.

Buona lettura.

Un treno deraglia poco distante da noi…perdono la vita 3 persone. In questi giorni ho sentito diverse persone che mi hanno detto: “spesso prendo quel treno, potevo esserci io quella mattina…”. È come se la cosa si facesse più consistente accusando la vicinanza dell’accaduto…

Ma questo “colpo”, generalmente, dura veramente poco. Il passo immediatamente successivo, come un tentativo di scaricare la vera questione, è: “qualcuno deve pagare”! Come a dire: se c’è un problema significa che c’è un colpevole, trovato il quale si è risolto anche il problema. E di “logica” conseguenza, se ricordi i nostri discorsi dei giorni appena successivi al tragico incidente, si decretano sentenze dettate, sicuramente da ignoranza, ma anche, certamente, dall’esigenza di “spostare” il problema altrove: “la Milano-Cremona è una linea vecchia e decrepita!” (come dire: era presumibile un deragliamento…). Senza sapere che la linea ferroviaria in questione è la Milano-Venezia. Oppure: “i treni dei pendolari sono sempre super affollati!” (che non si capisce bene cosa c’entra con l’incidente…, ma comunque: il treno deragliato era composto da 5 carrozze ciascuna con 82 posti per un totale di 410 posti a sedere,  e quel giorno i passeggeri erano 250). Ancora: “in Italia non si spendono soldi per la sicurezza dei viaggiatori in treno!” (volenti o nolenti siamo in cima alle classifiche europee per le ferrovie più sicure, per risorse impegnate e risultati…). È come se si cercasse continuamente di “spostare” una domanda tanto semplice quanto definitiva. “Ma noi, cosa siamo al mondo a fare?” C’è qualcosa a cui la nostra ragione tende? Qualcosa o Qualcuno per cui siamo fatti, per cui noi viviamo, soffriamo, per cui può valere la pena dare la vita? Oppure ci siamo solo noi con quello che pensiamo? Il problema, che sembra essere legato ai destini politici del mondo, alle grandi ideologie, è in realtà un problema esistenziale concreto, è il problema della vita di tutti i giorni? Noi per cosa stiamo spendendo la vita?

E permettetemi, vista anche tutta la grande “riflessione” sulla nuova versione del Padre Nostro…se si può ancora dire…direi: “Sia fatta la Tua volontà”.

Se c’è una ragione è perché c’è una verità, cioè se ci sono io è perché c’è qualcosa per cui io esisto, tanto è vero che naturalmente, come è evidente, la vita è un rapporto. La mia vita sta su perché è in rapporto con qualcosa d’altro: senza l’aria io non vivo, senza cibo io non vivo, soprattutto senza di te, senza la madre, senza il padre, senza una persona che ci ama noi non viviamo. Noi siamo fatti per qualcosa, siamo fatti per un rapporto, siamo fatti per stare per qualcun altro.

Tutta la programmazione di Rosetum del mese di febbraio (e non solo…), dall’incontro su Raffaello alla grande arte di Caravaggio, dalla mostra dei giovani artisti di Brera all’inizio della meravigliosa rassegna di TeatroInTavola che è La Grammatica degli Affetti, vive di questo desiderio: farci aiutare dall’arte per poter entrare nella vita, quella vera, che è fatta anzitutto di rapporti.

Pax et bonum

Fra Marco Finco

Direttore Artistico Centro Culturale Rosetum

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