Un bicchiere di acqua fresca

0
184

Come ogni mese pubblichiamo l’editoriale di Padre Marco Finco per il nuovo numero di Quel che passa il convento.

Il disegno è di Anna Formaggio.

Buona lettura.

EDITORIALE MAGGIO 2018

“… Chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli…” (Mt.10,42). Sono queste le parole che risuonano nei miei pensieri in questi giorni, soprattutto di fronte alla vicenda del “piccolo” Alfie (mentre scrivo Alfie a 12 ore dal distacco del ventilatore respira da solo, aiutato solo da una mascherina di ossigeno). Saremo giudicati su un bicchiere d’acqua…

La storia di Alfie, così come altre, più o meno eclatanti storie, mi pongono anzitutto una domanda che mi accompagna (a volte come una ferita aperta) nelle giornate che trascorrono, dentro le vicende quotidiane che tutti dobbiamo affrontare: di chi è questo bambino? Di chi sono io?

Con più o meno consapevolezza è forse questa la domanda che affolla non solo l’Inghilterra, non solo l’Italia, ma la vita di ciascun uomo. Di chi è Alfie? Chi deve prendersene cura, essendo lui piccolo, debole, malato, sostanzialmente indifeso. Appartiene alla Corte Suprema Inglese o alla Corte Europea? A chi appartiene questa piccola e fragile vita e conseguentemente a chi appartengo io, che sono, in modo diverso ma sostanzialmente uguale, piccolo, fragile, indifeso?

La mia vita, come la vita di Alfie, appartiene al destino e al cuore, all’abbraccio, alla tenerezza, alla forza in cui il destino mi ha e lo ha posto, con tutto il peso della fragilità, dell’errore, ma anche con tutto quel “giogo leggero” di infinito amore che porta con sé. Ai miei e suoi genitori.

Invece noi, come le Corti Supreme, non vogliamo considerare il destino, anzi, proviamo a censurarlo e addirittura a metterci in sostituzione. Dovremmo, al contrario, figli e genitori ridecidere ogni giorno di consegnare tutto di noi a quel Padre che tutto può, al Destino.

In questo mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla Madonna vogliamo rileggere quei meravigliosi versi che Dante dedica a Maria nell’inno alla Vergine:

“Vergine madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

termine fisso d’eterno consiglio,

 

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che ‘l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura.”


 

Pax et bonum

fra Marco Finco

Direttore artistico Rosetum

 

LEAVE A REPLY