1 novembre. La festa delle feste

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Con il mese di Novembre arriva il nuovo editoriale di Padre Marco Finco  che potete trovare all’interno del nuovo numero di Quel che passa il convento insieme al disegno inedito di Anna Formaggio.

Buona lettura.

Editoriale novembre 2018

Il mese di novembre si apre con una grande festa, che, anche semplicemente per una logica matematica, dovrebbe essere la festa delle feste! Tutti, proprio così si legge nella sua dicitura, i Santi! In un giorno solo si festeggiano le migliaia e migliaia di santi, proclamati e non, che hanno segnato il cammino degli uomini nella storia. Eppure, questa che dovrebbe essere la più “festosa” di tutte le feste, oggi, la dico come una mia sensazione personale, cade in una sorta di vuoto di coscienza collettiva. È festa sì, non si lavora, non c’è scuola, ma il motivo non è ben chiaro a nessuno. Eppure, altra mia sensazione personale, il culto dei santi, dei singoli santi, in tantissimi casi è ancora ben vivo pur dentro questo mondo affollato di nuove mitologie globali. Basti pensare all’intensità di devozione per Sant’Antonio, per Santa Rita, per San Francesco, o, per stare su figure più vicine a noi nel tempo, San Padre Pio.

A Rosetum, all’interno della grotta della Madonna, l’immagine di San Padre Pio è sempre colma della luce delle candele che la processione quotidiana di persone comuni accende in concomitanza della propria personale preghiera.Quindi permane l’attaccamento a singole figure che ancora fanno breccia nel cuore delle persone, a cui ci si rivolge per le cause impossibili. I santi nella loro singolarità sono ancora presenze vive, riconosciute e amate. E mi viene da dire…”grazie a Dio…”.

Invece la categoria dei “santi” nel loro insieme è un po’ scomparsa. È come diventata un fattore impercettibile nella coscienza collettiva. Come si può spiegare questa differenza di percezione? Forse per trovare una risposta bisognerebbe risalire alle ragioni di questa celebrazione, tra quelle che la chiesa cattolica ha chiesto allo Stato laico di mantenere. L’idea della festa di Tutti i Santi, come tanti segni genialmente disseminati dal cattolicesimo sul percorso di vita delle persone, sta a indicare che l’idea di santità è un qualcosa di più vasto, di più pervasivo che non le storie speciali delle figure verso le quali, giustamente, rivolgiamo la nostra devozione. In quel “tutti” c’è una coincidenza con l’idea “universale” che è sin dentro la radice della parola “cattolico”. La santità è una dimensione che tocca la vita di tutti, è un’ipotesi che si esercita nei gesti e nelle scelte che ciascuno fa nella propria vita. Non è un semplice essere buoni, è una coscienza del proprio limite. O, per essere più concreti, di una “mancanza” che è costitutiva nel nostro agire anche buono.

La festa del 1 novembre è la festa di tutti gli uomini e le donne che coscienti dell’incompiutezza di ogni proprio gesto, si rivolgono ad un “Tu” perché “venga” e dia quella pienezza di cui non siamo capaci.Forse, se la festa di Tutti i Santi sembra così lontana è proprio per il fatto che siamo in un periodo storico dominato invece dall’io e dalla sua illusione di avere la perfezione a portata di mano.

Buona Festa a tutti!

Pax et bonum

fra Marco Finco

direttore Artistico Rosetum

 

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